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PALIO - Storia

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ALBO D'ORO
 
Come già ricordato, il Palio  è una tela dipinta da pittori locali e ricamata da sapienti mani di sarta e viene assegnato definitivamente dopo che una Contrada vince tre edizioni anche non consecutive della manifestazione, sulla falsariga della Coppa Rimet di calcio. Faranno eccezione il Palio "del
Bicentenario" che verrà assegnato definitivamente alla Contrada che quest'anno vincerà e, con ogni probabilità, quello del ventennnale. Il Palio prende il nome dal colore della stoffa con cui lo stesso viene ricamato. Nell'albo d'oro vengono anche indicate le classifiche delle gare collaterali che si sono svolte in alcune edizioni. Va sottolineato che ad accompagnare Don Aldo Danieli nella consegna del drappo, si sono succeduti tutti i Sindaci che in questi anni hanno amministrato il nostro Comune: Luigi Martini, Piero Gobbato, Giorgio Massolin, Claudio Niero.
 
1990
1°  Centro - 2°  Barrucchella - 3°  S. Antonio - 4°  Borgo Ruga
1991
1°  Centro - 2°  S. Antonio - 3°  Barrucchella - 4°  Borgo Ruga
1992
1°  Barrucchella - 2°  Centro - 3°  S. Antonio - 4°  Borgo Ruga
1993
1°  Centro - 2°  S. Antonio - 3°  Barrucchella - 4°  Borgo Ruga
Il Centro si aggiudica definitivamente il Palio Rosso, dipinto da Elodia Zamuner-Dalla Toffola e ricamato da Marcella Gagno.
1994
1°  S. Antonio - 2°  Centro - 3°  Barrucchella - 4°  Borgo Ruga
1995
1°  Barrucchella - 2°  S. Antonio - 3°  Centro - 4°  Borgo Ruga
1996
1°  S. Antonio - 2°  Centro - 3°  Barrucchella - 4°  Borgo Ruga
Gara della torta delle Contrade: 1° Borgo Ruga - 2° Centro - 3° S. Antonio - 4° Barrucchella
1997
1°  S. Antonio - 2°  Borgo Ruga - 3°  Centro - 4°  Barrucchella
Il Borgo S. Antonio si aggiudica definitivamente il Palio Verde, dipinto da Maurizio Pradella e ricamato da Alessandra Torresan.
Gara della torta delle Contrade: 1° Centro - 2° Borgo Ruga - 3° S. Antonio - 4° Barrucchella
1998
La edizione 1998 non viene conclusa e la vittoria non viene assegnata.
Gara dei costumi delle Contrade: 1° ex-aequo Borgo Ruga e S. Antonio - 3° ex-aequo Barrucchella e Centro
Gara della torta delle Contrade: 1° ex-aequo Centro e S. Antonio - 3° Borgo Ruga - 4° Barrucchella
1999
1°  S. Antonio - 2° ex-aequo Barrucchella, Borgo Ruga e Centro
Gara dei costumi delle Contrade: 1° Borgo Ruga - 2° ex-aequo Barucchella e S. Antonio - 4° Centro
Gara della presentazione delle squadre delle Contrade: 1° Barrucchella - 2° Centro - 3° Borgo Ruga - 4° S. Antonio
2000
1°  Centro - 2°  Barrucchella - 3°  Borgo Ruga - 4°  S. Antonio
Gara della presentazione delle squadre delle Contrade: 1° Borgo Ruga - 2° ex-aequo Barrucchella e Centro - 4° S. Antonio
2001
1°  Centro - 2°  S.Antonio - 3°  Borgo Ruga - 4°  Barrucchella
Gara della presentazione delle squadre delle Contrade: 1° Borgo Ruga - 2°ex-aequo Barrucchella e Centro - 4° S. Antonio
2002
1° Centro - 2°  Barrucchella - 3°  Borgo Ruga - 4°  S. Antonio
Il Centro si aggiudica definitivamente il Palio Bianco, dipinto da Mario Eremita e ricamato da Noemi Marchetto
2003
1°  Centro - 2°  Borgo Ruga - 3°  S. Antonio - 4°  Barrucchella
2004
1°  Borgo Ruga - 2°  Centro - 3°  Barrucchella - 4°  S. Antonio
2005
1°  Borgo Ruga - 2°  Centro - 3°  S. Antonio - 4°  Barrucchella
2006
1° Centro - 2°  Borgo Ruga - 3°  S. Antonio - 4°   Barrucchella
2007
1° Centro - 2°  Borgo Ruga - 3°  Barrucchella - 4°  S. Antonio.
Il Centro si aggiudica definitivamente il Palio delle Acque, dipinto da Diego Bernardi e ricamato da Noemi Marchetto. 


[ di Luchetta Walter - 2008 ]

LE CONTRADE
Fin dai primi incontri si intuisce che le Contrade avranno un ruolo determinante nello sviluppo e nella storia non solo agonistica del Palio, partecipando attivamente alla redazione dei regolamenti (mamma mia quante furibonde discussioni) ed assumendo un ruolo da protagoniste attive nella realizzazione dei costumi d'epoca e nelle rappresentazioni storiche che hanno contribuito a dare un carattere fortementete storico culturale alla manifestazione. Di seguito di ogni Contrada cercheremo di spiegare il perchè di colori e stemmi e verranno citati i capitani che si sono susseguiti alla loro guida.

Barrucchella
Permangono ancora alcuni dubbi sul nome visto che il Prof. Pizzolon, che sta studiando le origini della Contrada, sostiene che è molto più probabile che ci fossero una sola r ed una sola c. Per quanto riguarda i colori, bianco ed azzurro, la scelta degli storici capitani Giuseppe Graziotto e Silvano Durante fu quella di utilizzare quelli che contraddistinguono tutt'oggi l'Unione Ricreativa Barrucchella. Un  pò più romanzata la scelta del nibbio, che si rifà ad alcuni manoscritti del 1700 nei quali viene riportato che sopra l'Antica Strada Postumia regnava il nibbio, per cui si è ritenuto di poter individuare quell'area nell'attuale territorio a cavallo fra Merlengo e Paderno, meglio conosciuto proprio come "baruchea". Dopo Graziotto e Durante, la Contrada è stata guidata da Omar Gastaldo e Maurizio Zanatta ed attualmente da Gianni Graziotto e Tiziano Zago.
La Barrucchella ha primeggiato nel 1992 e nel 1995.

Borgo Ruga
E' la Contrada più antica del nostro Comune visto che il notaio Giacomo De Ruga, da cui il nome del borgo e di una via contermine, rogò a Paderno dal 1434 al 1456. L'ultimo aggiornamento dello stemma completo della Contrada risale al 1997 e cosi si sostanzia: coloro rosso e blù con le effigi del viso della Madonna e di un lupo. Il rosso rappresenta la terra, la passione, il sangue, il lavoro; il blù il cielo, la religione, il manto della Madonna. Per quanto riguarda il viso della Madonna, è stato inserito per ricordare che da tempo immemore nel Borgo alla fine del mese di gennaio, in coincidenza con i giorni della della "merla", viene celebrata la ricorrenza dello "Sposalizio della Beata Vergine". Relativamente al lupo, la sua immagine è riportata su una pittura rupestre della fine del 1700, situata all'interno del "palazzin" dei Povegliano, nella quale lo stesso è posto a difesa degli abitanti in adorazione di fronte alla Madonna, S. Giuseppe e S. Rocco. I capitani che si sono succeduti alla guida della Contrada sono stati: Cristiano Martini e Massimo Bettio, Iseo Geromin e Wilmer Mareschi, Fabrizio Nardin e Cristiano Martini, Bianca Rossi e Wilmer Mareschi, Corrado Bettio, Bianca Rossi e Maurizio Massolin; Corrado Bettio, Iseo Geromin e Walter Zanatta; Corrado Bettio, Iseo Geromin e Gilberto Furlanetto.
Il Borgo Ruga si è aggiudicato le edizioni 2004 e 2005.

Centro
Si tratta della Contrada più titolata ed il suo nome trae origine dal fatto che nel suo territorio è situata la Chiesa della Parrocchia Assunzione della Beata Vergine di Paderno. Per quanto riguarda i colori, sono stati individuati il giallo ed il verde in assonanza con il fatto che nella frazione di Paderno è posta la Casa Comunale, il nostro Comune ha quali colori il giallo ed il verde, siamo al centro della frazione capoluogo. Molto più affascinante il riferimento al cavallo. Infatti bisogna tornare  alla fine del II secolo  dopo Cristo, visto che viene ipotizzata proprio a Paderno la probabile sede (o nel sito dell'attuale villa Liberali, oppure presso l'antica casa Gagno di via Pallade) della villa rustica di Lucio Ragonio, senatore e console dell'impero romana a cui è dedicato il cippo, attualmente conservato presso il Museo Lapidario Maffeiano di Verona, venuto alla luce nel 1719 durante i lavori del coro e dell'altare maggiore della chiesa parrocchialle di Paderno. Lucio Ragonio sembra sia stato un appassionato allevatore di cavalli, da qui il collegamento allo stemma della Contrada. A guidare la Contrada fin dalla prima edizione Elio Battaglia, prima assieme a Renzo Sbeghen ed attualmente ad Erminio Piovesan.
Il Centro ha vinto le edizioni 1990,1991,1993,2000, 2001, 2002, 2003, 2006, 2007, aggiudicandosi definitivamente il Palio Rosso, il Palio Bianco ed il Palio delle Acque.

S. Antonio
Si tratta della Contrada storicamente più giovane ed è cresciuta attorno al Capitello dedicato al Santo di Padova sorto sul bivio per Povegliano e Camalò sopra la Postumia, dove esisteva un antico albero di Spini del Signore e vi era affissa una immagine di Sant'Antonio da Padova. L'ultima ristrutturazione del Capitello risale al 1964. Pur essendo la più giovane è anche quella più in crisi per l'evidente sviluppo demografico del Comune che non ha toccato questa parte di territorio. Il colore rosso amaranto è stato scelto in assonanza con quello che contraddistingueva il Gruppo S. Antonio; per quanto riguarda, invece, il giglio bianco non sono certamente necessarie spiegazioni, come può una volta di più dimostrare il quadro posto a fianco dell'altare dedicato al Santo che si trova nella Chiesa di Paderno. I capitani che si sono succeduti sono stati: Luigi Allegro e Bonaventura Pizzolon, Dario Tomio e Federico Stevanato, Christian Zanatta e Roy Bonan.
Il S. Antonio ha prevalso nelle edizioni 1994, 1996, 1997, 1999, aggiudicandosi definitivamente il Palio Verde.

LE NUOVE CONTRADE
Con il 2008, come sopra ricordato, parte una nuova fase del Palio con il coinvolgimento delle frazioni di Merlengo e di Ponzano.
I rappresentanti di Merlengo hanno individuato in Capitel e Marcà Vecio i nomi delle Contrade in cui verrà suddiviso il territorio della frazione.

Capitel
Ha quale riferimento la parte centrale del paese e più precisamente la storica via che parte dai confini con la frazione di Paderno. Il colore unico è il giallo, oro, uno dei colori dello stemma della Parrocchia di Merlengo, come pure dallo stesso stemma è stata scelta la croce di malta di colore rosso.

Marcà Vecio
Dovrebbe, una volta stabilizzatosi il nuovo assestamento del Palio, rappresentare la parte della frazione che si estende sull'asse di via Talponera. Il colore, unico anche in questo caso, è il verde scuro, l'altro colore dello stemma della Parrocchia, su questo è posto un merlo nero con il becco giallo, che fa riferimento ad una delle ipotesi dell'origine della parola Merlengo, in base alla quale quest'ultima deriverebbe anche dalla parola "merlo". Va messo positivamente in evidenza che entrambe le Contrade hanno nomi dialettali. A guidare le sorti delle Contrade ed a rappresentare la frazione sono: Giovanni Soppera, Paolo Panziera e Vittorio Paccagnan.

Per quanto riguarda Ponzano i nomi prescelti sono Croce-Caotorta e Minelli.

Croce-Caotorta
Rappresenta la parte storica del paese e prende il nome dal Borgo Croce, sviluppatosi lungo l'asse di via Fontane, caratterizzato proprio da una grande croce posta al centro del borgo, e dalla Villa Caotorta situata sull’omonima via. Il colore scelto è stato l'arancione, per rifarsi al casato dei Caotorta, mentre lo stemma è rappresentato da un leone rampante che si appoggia ad una croce ed artiglia una corda, unendo così il simbolo della croce a quelli che contraddistinguono il casato dei Caotorta, adeguandolo ai tempi ed alle esigenze.

Minelli
Nelle ipotesi dei rappresentanti della frazione ingloba la parte più giovane della stessa ma con all'interno Villa Minelli. Per questo i colori della Contrada sono il rosa e l'azzurro e lo stemma sono due mani sinistre che si stringono, simbolo araldico della fede; sono tutti elementi che hanno come riferimento lo stemma del casato dei Minelli. A rappresentare le Contrade e la frazione sono Giorgio Gottardo ed Emanuele Faccin.


[di Walter Luchetta - Patron del Palio - 2008]
01/09/08

DA PALIO DELLE CONTRADE, PASSANDO PER IL PALIO DI PADERNO, PER ARRIVARE AL PALIO DELLA MARCHESA !
 
Il Palio a Paderno nasce da una comune idea del Parroco, Don Aldo Danieli, e di Adriano Gagno e Walter Luchetta, ed in origine doveva essere una manifestazione di contorno all Festa della Famiglia. Infatti, la prima edizione il svolge il sabato sera precedente alla Festa, che lo stesso Don Aldo aveva ideato e promosso l'anno precedente, il 1989, più precisamente l'8 settembre 1990, di fronte, già alla prima edizione organizzata in meno di un mese, ad oltre 300 persone. L'anno seguente si decide che, sempre come contorno, il Palio si svolga alla domenica pomeriggio e questa sarà da quel momento la sua sistemazione temporale definitiva. Cosa diversa è invece la domenica nella quale svolgersi, visto che dopo le prime esperienze ci si rende sempre più conto della opportunità di individuare nella seconda domenica di settembre quella più adeguata, perché più lontana dal periodo delle ferie agostane, più distaccata dalla Sagra del Riso di Merlengo nonché antecedente l'inizio dell'anno scolastico ed in cui non ci sono altri eventi importanti nel Comune di Ponzano Veneto, come la Gara ciclistica internazionale, il Memorial G.F: Bianchin, che si svolge, da calendario ciclistico nazionale, la terza domenica di settembre.  Il tutto si concretizza nel 1995, quando Festa della Famiglia e Palio si svolgono il 9 e 10 settembre. nel frattempo i numeri sono profondamente cambiati e la dislocazione e passata dal piccolo prato di fronte alla Canonica di Paderno e la strada antistante alla Piazza della Chiesa di Paderno; fin dal 1992, comunque, entra prepotentemente alla ribalta l'Antico Giro della Marchesa, del quale ci occuperemo più avanti. Per dodici anni la manifestazione si chiamerà Palio delle Contrade, poi, per dare una connotazione che superi i confini della frazione e del comune, con la tredicesima edizione, nel 2002, il suo nome sarà quello di Palio di Paderno che, a partire dal 2003, entrerà a far parte del prestigioso circuito  Marca Storica, promosso dalla Provincia di Treviso, Assessorato alla Cultura, all'interno del calendario di Reteventi. Con il 2008 parte una nuova fase di questa manifestazione che coinvolge tutto il territorio comunale, per questo, tenendo fede alla sua storia e soprattutto ai suoi riferimenti storico-culturali,a partire proprio dal Giro della Marchesa, il suo nome è stato cambiato in Palio della Marchesa. Non cambieranno, comunque, alcuni punti fermi, a partire da quello che il Palio da assegnare, una tela dipinta da pittori locali e ricamata da sapienti mani di sarte, debba avere quale soggetto la Madonna, visto l'ambito parrocchiale nel quale si sviluppa e nel quale si intende sviluppare anche in futuro coinvolgendo in primo luogo figure che operano nelle Parrocchie di Merlengo e Ponzano, ed anche perché, come cita spesso il Gran Cerimoniere del Palio, il Prof. Pierduilio Pizzolon, apprezzato studioso che si occupa da sempre delle origini e della storia delle nostre terre, il nome del Palio era rimasto generico perché dedicato all'Assunta. Sono proprio i riferimenti storici quelli che ben presto la fanno da padrone. Infatti, come sopra ricordato, già dal 1992 vengono percorsi gli 835 metri dell'Antico Giro della Marchesa e ne viene sapientemente ricostruita dal Prof. Pizzolon, con il supporto del Geom. Roberto Nicoletti dello Studio Santon, la descrizione dello stesso a cavallo della fine del 1800 e gli inizi del 1900. In modo quasi spontaneo i giochi del Palio sempre più nel tempo si rifanno alle attività agricole e rurali nonché alle tradizioni dell'epoca citata. In questo contesto e per meglio gestire una manifestazione che nel frattempo ha assunto significative dimensioni,superando ampiamente una presenza media di oltre 1500 spettatori, il 4 aprile 1997 viene costituito "Ente Palio Paderno", questi i costitutori: Danieli Don Aldo, Luigi Allegro, Elio Battaglia, Andrea Florian, Adriano Gagno, Walter Luchetta, Wilmer Mareschi, Antonio Pizzolon, Bonaventura Pizzolon, Danielo Rossi, Renzo Sbeghen, Walter Tonon, Cesare Zago, Daniele Zago, Maurizio Zanatta. Ente Palio Paderno ha per oggetto l'attività di valorizzazione culturale ed economico sociale del "Palio delle Contrade" e di eventuali analoghe iniziative promosse nell'ambito comunale, intercomunale e provinciale, finalizzate allo sviluppo delle stesse nell'interesse dell'intera comunità. L'associazione si propone quindi lo scopo di contribuire al miglioramento ed allo sviluppo della manifestazione sopra citata, ed in particolare si prefigge di:

- divulgare con i mezzi più idonei una maggiore conoscenza della stessa;
- promuovere e coordinare, secondo le esigenze, l'impegno dei volontari partecipi all'organizzazione del Palio;
- provvedere a favorire lo sviluppo, a tutti i livelli, delle famiglie e la loro integrazione nella comunità, anche attraverso la ricerca di scambi di esperienze ed incontri sociali volti a migliorare la preparazione educativo-culturale delle famiglie stesse;
- promuovere, sostenere e diffondere, in un quadro di nuovi ed equilibrati rapporti tra ambiente, agricoltura, turismo e cultura, l'insieme delle iniziative ricreative e culturali ispirate alla conservazione delle tradizioni rurali e delle culture locali, in armonia con gli indirizzi della Chiesa Cattolica 


[di Walter Luchetta - 2008]
31/08/08

BORGO RUGA di Paderno

È un borgo molto antico, che sorge a Ovest del Centro di Paderno, e lungo Via Pioppe (oggi Via G. B. Cicogna), strada comunale che congiunge Paderno con Merlengo. La sua caratteristica principale è quella di essersi formato in capo a Via Ruga, la quale scendendo dalla consolare Postumia romana, costituiva una direttrice di penetrazione dal Nord per i due villaggi di Paderno e Merlengo. In quale epoca? Verosimilmente in epoca romana all’interno della centuriazione e certamente nel Medioevo, poiché già le tavole dei primi catasti censuari veneziani ne portano il segno, facendola risaltare come naturale connessione con la Cal di Giavera, percorso preromano il più breve e diretto verso il cuore del Bosco Montello.

Il Borgo Ruga si presenta in mappa come una struttura chiusa abitata, con due aperture principali sulla cortina di case nel lato Nord, tra le quali spiccano un sottoportico, unico nel suo genere (sormontato da una stanza e introdotto da due larghi pilastri di cotto di cui uno abbellito da capitello con edicoletta sacra dedicata alla Vergine nera di Loreto), e una torre massiccia, che incuteva un certo timore a chi si approssimava. Teresina Bianchin ‘Forza’ ricordava che durante la Grande Guerra i militari praticavano un sentiero interno detto ‘Canavali’, segnato nelle loro mappe. Dentro il borgo crebbero diverse tipologie edilizie in varie epoche e per diversi usi e categorie di persone. Un edificio si distingue tra gli altri e tuttora rimane miracolosamente in piedi anche se abbandonato e addossato a un altro di architettura più disadorna. È chiamato il ‘palazin’ e secondo una tradizione orale forte fu costruito dalla famiglia dei Povegliano ‘Capozoli’, provetti capimastri muratori qui pervenuti dall’isola lagunare veneziana di Poveglia, allorché la Serenissima aveva esaurito la capacità edilizia urbana e si rafforzava invece l’espansione terriera e architettonica in Terraferma, quindi la preziosa manodopera popiliese (tajapiera, mureri, ecc…) si trovò in esubero e uscì dalla laguna.

Fu proprio un Giuseppe Poveglian - il ‘protomuratore’ della nuova chiesa di Paderno, sorta nel 1806 in parte sulle fondazioni di quella quattrocentesca - che fin dal 1790 immaginò di edificare un nuovo tempio a Maria Assunta secondo un superbo modello veneziano che era la Chiesa di S. Maria della Consolazione o della Fava, officiata e costruita all’inizio del ‘700 dai Filippini dell’Oratorio su disegni di Antonio Gaspari e Francesco Fossati e poi, nel presbiterio, del grande Giorgio Massari. Purtroppo in seguito con le autorità napoleoniche prevalse il disegno del perito Alessandro Maria Sala, che adombrava solo in parte al tempio veneziano. I ‘Capozoli’ intenzionati a dare lustro al loro casato con un edificio modellato sugli stilemi colti dei palazzi di villa delle famiglie patrizie veneziane, costruirono con i mattoni e la calce sopravanzati dalla fabbrica ecclesiastica questo singolare ‘palazin’, interrompendolo poco più che a metà dell’opera, dalla parte owest. Mi è venuta la tentazione di pensare che esso sia lentamente venuto su anche con la benedizione del rettore di allora don Jacopo Supansich, in debito con i benemeriti e provetti costruttori ‘rugotti’, ma, per chissà quale imprevisto, rimasto a corto dei famosi diecimila ducati (somma miliardaria!), legati in Opera Pia fin dal 1780 alla nuova Fabbrica e alle nubende povere e monacande dal generoso mecenate abate mitrato Giannantonio Meris-Zantani, nobile prelato veneziano con dimora in villa Lio e poi Barbaro-Reali e “che esercitò pontificali in Irlanda e agli Scalzi nel 1794”, come riferisce il Marchesan.

Il Borgo Ruga, nel Quattrocento conteneva sicuramente almeno una casa signorile – di cui parleremo più avanti - nella sua parte meridionale, tuttora ben conservata anche se poco riconoscibile come antica, se non da un frammento lapideo (forse lo stemma con l’arma di famiglia) per ora illeggibile in centro al sottotetto facciata Nord, e inoltre è sempre da ascriversi al XV/XVI sec. una ipotetica casermetta di militi all’imbocco del portico con tracce di affresco color rosso veneziano con motti indecifrati, putti, decori e finta vetrata rinascimentale, venute di recente allo scoperto. Fin dalla fine del Settecento fu il quartiere riservato agli artigiani della Comune. Aveva botteghe affacciate alla strada e nel suo interno abitazioni in muratura per ogni specie di arte manuale, fino ai primi nuclei di operai della società moderna novecentesca che si recavano in città a piedi, ancora notte fonda, con in mano il gavettino del povero disnar.

Ha una lunga grande storia questo borgo, sia per le famiglie che lo abitarono e lo mantennero vivo, sia per l’evoluzione sociale del nostro Comune. Voglio qui ricordare in primis il notaio Giacomo de Ruga di fu Lazzaro da Paderno, che quasi sicuramente (per averne assunto l’odonimo) vi dimorò in pieno Quattrocento, nella descritta palazzina di architettura regolare con finestra centrale centinata, posta in fondo al vialetto principale in faccia al sottoportico. Non del tutto ancora è da abbandonare l’ipotesi che il notaio abitasse nella villetta confinante col borgo a sera, nel Seicento possesso dello Zanchi e nel Settecento trasformata dal conte Agostino Rubbi, commerciante e produttore di manufatti in lana, in raffinata villa di campagna, culla dei sogni della figlia Paolina ‘donna di vero spirito’ e del conte letterato Gianrinaldo Carli, suo sposo perdutamente di lei innamorato (leggi l’amorosa vicenda nel romanzo storico di Fulvio Tomizza ‘L’ereditiera veneziana’). La villa, dalle stupende travi decorate alla sansovina e con tinellone a stucchi pregevoli ed elegantissimo oratorio dello Sposalizio a peristilio ricurvo, subì vari passaggi: Paravia, Boldù, Pusinich-Treu, Serena, Pivato e ora Comune. Oppure l’altra congettura, che il notaio avesse dimora nella ‘Mansioneria Giacomelli’ (attuale abitazione del nonagenario Ferruccio Conte-Badesso, decano dei ‘rugotti’) edificio di una certa qualità architettonica con porta arcuata, mascherone e camino elegante, posto lungo la Via Ruga, arrivato in possesso nella seconda metà dell’Ottocento della potente famiglia dei Giacomelli, possidenti terrieri venuti da Feltre in Treviso, dove ebbero Palazzi, fonderia e cariche cittadine, e nel Trevigiano come a Maser (villa Barbaro del Palladio) e a Paderno nostra, dove divennero proprietari di villa contessa Lombardo-Vecchia in Via Roma (io abito in una sua adiacenza) e di molte terre e belle ‘case rosse’ coloniche. Palazzo che pervenne poi alla Curia Vescovile e i suoi benefici furono goduti da sacerdoti (don De Lucchi per ultimo) de curia. Il quesito resta aperto: il notaio dove aveva eletto domicilio per sé e famiglia? In borgo, in villa o lungostrada?

Il notaio de Ruga comunque ha una discreta famiglia e adempie alla sua delicata funzione rogando atti, transazioni, passaggi di proprietà, doti ecc. di cui l’Archivio di Stato di Treviso nella busta 231 del fondo Notarile conserva un quaderno membranaceo, l’unico manoscritto pervenutoci dal de Ruga, un po’ malconcio ma interessantissimo, che abbraccia una ventina d’anni (1434/’56), rogiti e note in parte descritti da Marina Salamon in Ponzano Note storiche, Parte I.

Accanto alla figura notarile mi preme ricordare, anche se lontane tra loro nel tempo e per ceto, l’ultimo artigiano del borgo, ossia Luigi Povegliano detto Pinela, tappezziere e materassaio. Chi per caso entrava in borgo qualche anno fa, poteva nella bella stagione gustare la scena dal sapore medievale di mastro Pinela chino sullo scardatoio mentre con forti e ben ritmati colpi di braccio azionava il ricurvo dondolo ferrodentato per pettinare la lana compressata. Nella sua bottega non mancano i quadretti dei Geni Protettori, come si addice ad ogni bravo artigiano e l’orticello che la circonda produce ottimi pomidoro e erbe aromatiche.

Da non dimenticare anche un artigiano nato e cresciuto in Ruga e poi uscito a raccogliere allori per la sua arte di mosaicista da terrazzo: Mario Bianchin detto ‘Caramel’, figura geniale e bizzarra che crea quadranti d’orologi, stemmi e insegne con marmorini, spezzato di pietre vive dai colori antichi mescolata a gessi cementizi dai colori pastello.

Nonostante cotanta millenaria storia e le molte valenze socio-antropologiche, che diedero lustro a questo piccolo grande borgo, esso cadde in oblio. Ci fu un architetto che tentò di progettarne la rinascita, ma probabilmente rimase impigliato nelle più tenaci reti burocratiche. Tuttavia un corpo si resuscita con meno di un’anima. Per far rivivere la quale ben altro ci voleva. Il Palio di Paderno. 1990. O meglio la nascita e l’imporsi della Contrada del Borgo Ruga, protagonista e straordinaria creatrice di eventi memoriali e folcloristici attinenti il bagaglio storico ed etnografico del singolare popolo che in borgo e via Ruga ebbe radici e linfa vitale.

Ecco solo alcuni ceppi che dettero origine a famiglie rugotte: Povegliano, Benedetti, Massolin, Conte, Bianchin, Pretotto, Piovesan, Giacomel, Pivato, Baseggio, Bettini, Genovese, Rotino, D’Ambrosi, Mondin, Sanson, Fornari, Pilla, Paronetto, Cittadin, Zanatta ecc… con le loro varianti genealogiche distinte dalle mende. Nutrita rappresentanza della popolazione padernese. Nell’animo del rugotto c’è un sentimento segreto di identità e di appartenenza più vicino alla civiltà dei civici valori, che ispirato a passeggere nostalgie, ancorato com’è ai solidi principi cristiani e laici di libertà, autonomia e solidarietà umana.

I confini territoriali del complesso Via/Borgo Ruga sono stati superati e concordemente ampliati dai saggi contradaioli, poiché il Palio necessita di essere sostenuto da forze nuove e giovani.

A coronare il Palio annuale ai primi di settembre la contrada del Borgo Ruga, costituita ormai in Associazione, organizza quattro significativi eventi: la Sagretta dello Sposalizio della Vergine Maria in Febbraio, commemorazione liturgica tipicamente veneziana che ricorda lo sposalizio del doge col mare nel giorno della Scenza; la sagretta di s. Gaetano della limitrofa villa comunale Cicogna il 7 agosto, ambedue con giochi storici, gastronomie tipiche e rappresentazioni teatrali; infine all’Assunta la Festa dei gruppi Folkloristici Internazionali nella capiente piazza di Paderno, assieme al Gruppo Folkloristico di Treviso. Infine la festa del Borgo la settimana prima del Palio.   


[di Pierduilio Pizzolon - 2007]

13/08/08